La storia

Una storia antica, una famiglia importante inglese che si stabilisce nel ‘700 nell’allora Regno delle due Sicilie e successivamente in Calabria.

Sir John Acton è il capostipite del ramo italiano di questa nobile famiglia inglese trasferitosi a Napoli per riorganizzare la flotta borbonica. Fu Ministro del Regno delle due Sicilie e stretto consigliere del re Ferdinando IV. La famiglia continuò la sua tradizione marinaresca e anche sotto lo stato unitario, ai primi del novecento, un Ferdinando Acton principe di Leporano, fu Ministro della Marina Italiana. Il comandante Francesco Acton, un suo nipote, fu decorato con due medaglie d’argento nella seconda guerra mondiale, per azioni valorose a bordo del suo sommergibile.

L’azienda agricola Acton oggi condotta da Maria Eleonora, risiede nell’insediamento produttivo di Cannavà di Rizziconi in provincia di Reggio di Calabria. L’azienda della consistenza di circa 300 ettari rappresenta l’ultimo reliquato, di notevoli dimensioni, sopravvissuto a un feudo di circa 40.000 ettari che a partire dal 1600 fu acquisito in Calabria dalla famiglia genovese dei Grimaldi, poi divenuti principi di Gerace dal nome dell’insediamento abitativo più importante del feudo. Estinzioni di famiglie, matrimoni, vendite, frammentarono questo enorme feudo e oggi per l’appunto quello di Cannavà è l’ultimo rimasto.

È attraverso ripetuti matrimoni che dai Grimaldi e da altre famiglie importanti, quali i duchi Serra di Cardinale e i Giudice Caracciolo, si arriva per discendenza, agli Acton Principi di Leporano, attuali proprietari della azienda di Cannavà.

Per tutto il XIX secolo, e parte del XX, le produzioni olivicole del territorio davano luogo a oli di pessima qualità in grandi quantità, il cosiddetto olio lampante, che trovava collocazione nella raffinazione industriale, nella produzione di saponi: il famoso sapone di Marsiglia e nell’utilizzo per l’illuminazione con lampade.

Negli ultimi quarant'anni, tecnologie innovative hanno permesso di eseguire, anche su alberi di imponenti dimensioni, attraverso l’ausilio di grosse macchine scuotitrici, una raccolta totalmente meccanica, ottenendo oli extra vergini di notevole qualità.

L’azienda ha inoltre effettuato trasformazioni varietali con cultivar di olivo autoctone e non, ottenendo una serie di oli di differenti tipologie, estratti in purezza e distinti per singola varietà.

Oggi l’azienda sta incrementando una olivicoltura innovativa, con piante autoctone di dimensioni più contenute, facilmente meccanizzabili. Grande attenzione è dedicata alla sopravvivenza delle straordinarie piante centenarie esistenti, quale simbolo della bellezza e della unicità della olivicoltura di un tempo.

 

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